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Il Santuario Mariano Diocesano della Beata Maria Vergine dell'Itria è la più antica chiesa di Favara.

Fu edificata intorno al 1530 per opera della Confraternita di Nostra Signora dell’Itria.

Secondo quanto si dice in un antico manoscritto settecentesco, all'origine probabilmente fu un fortino Chiaramontano utilizzato per il controllo e la difesa del territorio. Successivamente, intorno al 1490, fu trasformato in chiesa prima dedicata a San Filippo e poi alla Madonna dell'Itria: “ …..Vetustum Sancti Philippi templum extra moenia jamdiu derelictum Ecclesiae parrocchiali postea donatum hodie instauratum est ac S. Mariae vulgo dell'Itria dicatum“.

Secondo il Sac. Calogero Gariboli, invece, come meglio precisa  nel libro “Ricerche Storiche sulla Chiesa dell’Itria di Favara”,   la chiesa di San Filippo fu distinta e separata da quella dell'Itria. Il grande portale sul lato minore dell’edificio fuga ogni ragionevole dubbio sull’utilizzo dell’edificio per scopi strategico-militari . Si tratta, quindi, di una chiesa rurale tardo-medievale costruita nei pressi di un incrocio di strade di uscita e di entrata a  Favara .

Di certo, quello che possiamo sicuramente affermare, è che già agli inizi del XVI a Favara esisteva  il culto alla Madonna dell’Itria come testimoniato dai numerosi documenti del periodo di Giosuè de Marinis della Baronia di Favara (1509).

Nel corso dei secoli, quasi per ogni anno finanziario, i registri riportano spese di muratura. Ma i restauri che diedero volto definitivo alla chiesa, con quello stile che fortunatamente ci è stato tramandato fino ai giorni nostri, furono eseguiti dall’anno 1782-83  al  1788-89. Lo stile della chiesa, sobrio e sereno, è ispirato al Neoclassicismo, in voga nell’epoca.

Si tratta di una chiesa a unica navata di forma rettangolare con un grandioso portale d'ingresso di forma ogivale.  La chiesa, che ha subito varie manomissioni nel corso dei secoli, presenta ancora tre monofore a feritoia nei rispettivi lati lunghi, di cui una soltanto in vista all'esterno, nella parete di mezzogiorno. I cantoni, oggi ricoperti da intonaco, sono di tipo medievale e costruiti con conci di tufo calcareo grigio. La zona absidale, più grande dell'originale, venne rifatta nel corso del primo Seicento su ordine del vescovo Bonincontro. All'interno della chiesa, sull'altare maggiore, ricostruito di recente, si nota una pregevole statua lignea della Madonna dell'Itria risalente al XVI secolo. Dello stesso periodo è un grande Crocifisso sull'altare, a sinistra di quello maggiore, di notevole valore artistico.

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